Il MIAMI nonostante la pioggia è un festival perfetto. Ok il nostro live è stato così, come dire.. sensibile.
Sensibile alla pioggia, alla fretta che queste situazioni richiede (suoni e già pensi a quanto dovrai essere veloce a smontare tutto), al fatto che prendere il furgone tutti i fine settimana può diventare stressante qunado quello dovrebbe essere IL fine settimana (che nel'inizio settimana lavori) e insomma avresti bisogno di scaldarti un pò, scrollarti di dosso l'atmosfera cazzona del furgone ed indossare quella cazzona da concerto e insomma poteva riuscire un pò meglio. E poi saluti qualche amico, ri-incontri un Midwest che "Whatever we bring we sing" è l'unico disco indie italiano che abbia mai girato e gira nel lettore, rompi le palle senza senso a Emidio "Mimì" Clementi ed i Massimo Volume che si riuniscono e fanno una data a Torino, poi Gomorra che è meglio del Divo, Enzo Polaroid sempre più fine millennio che vorresti salutare e lo saluti ora, un servizio fotografico che non sai più dove sei e poi INSOMMA MAGARI PER VIA DELLA PIOGGIA MA IL BACKSTAGE DEL MIAMI FACEVA CAGARE!
Un gabbiotto da polli per il catering e un ombrellone piantato nel nulla e nemmeno il cesso! Cazzo era tutto organizzatissimo ma poi stai lì che aspetti di suonare in piedi sotto un ombrellone e devi pisciare contro un albero! Insomma l'artista me lo devi fà sentì Artista che altrimenti a che c****o serve il buttafuori a guardia di una pozzanghera? Insomma, cazzo, due divanetti, un bar riservato e RIPETO IL CESSO, GENTE! Insomma noi ormai siamo pure abituati ma 'sti ggiovani d'oggi, le nuove generazioni me li vuoi far sentir parte di qualcosa di fico o si devono sentire degli stronzi? Dov'erano le due chiacchiere raffinate fuori dalla calca, la birra senza la fila, il pollice su per concedere alla tua amichetta di entrare - lei è con me, non gli rompere il naso, grazie non ancora almeno, solo quando te lo chiedo io!. Capito, no?
Insomma la prossima volta che veniamo (avrò l'eta dei Rolling Stones, immagino) ditecelo subito come stanno le cose che porto le poltroncine gonfiabili (quelle trasparenti con lo spazio per il cocktail), il minibar di Barbie e un pass riciclato con scritto ALL AREAS. E non che mi tocca farmi mettere il braccialetto perché altrimenti chissà a chi lo rivendo e che tanto ti frego lo stesso - mettilo un pò largo per favore che ieri ho suonato con un gruppo hip hop e sai com'è, è finita che ho preso un proiettile sul polso... - e poi finisce che non riesci nemmeno a mettere al riparo la tua ragazza che viviamo insieme da tre anni, lavoriamo insieme tutti i giorni siamo pure architetti mica musicisti quei pezzenti!, lei ti fa il favore di venire e deve pure pagare.
Eh... insomma cattivo MIAMI, cattivo!
P.S. so che non dovrei ma ci tengo a precisare che il contenuto di questo post è anche ironico, volendo (se proprio non si capiva). Ho trentanni ormai e non vorrei proprio trovarmi in mezzo ad una disputa elettronica di quelle che c'è chi comincia a minacciarti di morte. Sono sensibile, adesso! Anzi proprio per fugare ogni dubbio ribadisco la mia stima per questo festival.
P.S. Mi ero ripromesso di cercare di scrivere di frequente sul blog , ma è molto faticoso quando l'ultima volta che hai scritto avevi 18 anni. C'è qualche ghostwriter che ha voglia di fantasticare al mio posto? Se si, non esitate a scriverci al solito indirizzo yuppieflu_chiocciola_homesleepmusic.com. Anzi facciamo così; metto in palio, così, su due piedi un tshirt a chi ci scrive il post più credibile; tanto lo so che non partecipate che ormai gratis fà rima con che palle.